Il Mosciolo di Portonovo
Se passando sulla Riviera del Conero deciderete di fermarvi in uno dei tanti ristoranti tipici della costa , è facile che il cameriere vi proponga dei moscioli.Difronte al vostro sguardo interlocutorio , si troverà pronto a corrergersi con le cozze.Si perchè da queste parti le cozze vengono più comunenemente chiamati moscioli o ancor meglio moscioli di Portonovo. Difronte alle falesie del Conero a Sud di Ancona , il mitile (Mytilus galloprovincialis), si riproduce naturalmente attaccati agli scogli sommersi della costa del Conero.La loro presenza da sempre è collegata alla vita dei pescatori, che con barche a remi , chiamate batane, raggiungevano lo scoglio del Trave , o le secche del Passetto per immergersi ( i fiati ) e raccogliere a mano i prelibati frutti di mare.I fondali del Conero erano ricchi anche dei ballari, altri molluschi che vivevano all’interno delle pietre calcaree che giacciono sul fondo del mare , creando dei sassi , bucati , tipo groviera tipici della baia di Portonovo.Tra gli anni 60 e 70 la cucina di alcune piccole trattorie, nate a Portonovo , dà un contribuito decisivo alla conoscenza ed all’apprezzamento dei moscioli del Conero.Successivamente , negli anni 90 la pesca non più libera per il mosciolo e vietata per i ballari, è stata regolamentata , perdendo del fascino originario, pur mantenedone le qualità organolettica del prodotto.Oggi è la cooperativa dei pescatori di Portonovo a coltivare e vendere il mosciolo di Portonovo, divenuto nel tempo uno dei simboli insieme al “Monte” della Riviera del Conero.